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lunedì 12 giugno 2017

Val la pena aggiustare i vecchi ombrelli? Occhio agli inversi

I fragili ombrelli pieghevoli. A sinistra ecco che da tre ombrelli malmessi (cinesate che si rompono solo a guardarle) ne ho recuperati due. Il terzo si è sacrificato per donare le preziose parti di ricambio. Una riparazione che mette a dura prova i nervi, come avevo già detto nella precedente occasione.
Ma vale davvero la pena perdere una giornata per aggiustare dei vecchi ombrelli?


Questi per fortuna erano di dimensioni standard e, salvo qualche lavoretto extra (foto sotto), me la sono cavata cannibalizzandone uno in modo da rimpiazzare le asticelle rotte degli altri due.
Momento saliente della riparazione: il chiodo d'acciaio per forare l'asticella di rimpiazzo
Una lotta virtuosa allo spreco, insomma. Fermo considerando che questi ombrelli compatti e pieghevoli, fragili come sono, si spaccherranno ancora: la ruggine si mangia le giunture metalliche a colazione e il fil di ferro non s'avvicina alla precisione dei rivetti originari. Al pensiero mi passa la voglia di aggiustarli di nuovo... ne vale davvero la pena?



Gli ombrelli inversi dal lontano Oriente. Per una modica cifra perché non acquistare degli ombrelli nuovi? Questi sono ombrelli inversi ed hanno il pregio di non gocciolare una volta richiusi. Perlomeno finché restano in piedi... Mi alletta l'idea di poter chiudere l'ombrello, cacciarmelo sottobraccio ed entrare in negozio senza lasciarlo incustodito di fuori, per esempio. Sarà fattibile?




Ombrelli innovativi di sicuro, certo che ripararli sarà un altro paio di maniche...

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L'autore

L'autore (di cui potete ammirare l'autoritratto...) è residente a Baselga del Bondone, da alcuni paragonata al villaggio di Asterix, ha la passione della scrittura, del disegno, della fotografia e delle riprese video.