blog paralleli

lunedì 23 giugno 2014

Primizie di zucchini: seminati in marzo nella serra, frutti raccolti in giugno

Seminare gli zucchini in marzo
Deciso a raccogliere le zucchine (frutti) il prima possibile, ho seminato gli zucchini (piante) nei vasetti a fine marzo. Una volta trapiantati, sono entrati in piena produzione a metà giugno, con un leggero anticipo rispetto a quelli seminati nell'orto.
Tra le condizioni necessarie per lo sviluppo degli zucchini c'è la temperatura superiore ai 15 gradi, quindi è essenziale seminare nella serra fredda o dentro casa.
Non so se due settimane in anticipo bastano per definirle primizie, ma meglio cominciare dal principio.


metà giugno: zucchino ben sviluppato grazie a sole, concime, spazio e acqua

Primi d'aprile: germinazione dei semi di zucchino
Ho tenuto a mollo i semi nell'acqua per un'oretta, poi li ho messi a dimora nei vasetti grandi dello yogurt (forati in fondo). Il tutto riposto nella serra fredda, visto che a casa non c'era più spazio... La germinazione del seme richiede un po' di pazienza.


Fine aprile: trapianto nella terra piena non appena arriva il caldo

Trapiantati i tre zucchini più sviluppati a fine aprile. Prima non sarebbe stato possibile, con le temperature notturne troppo al di sotto dei 15 gradi necessari. Come si vede nella seconda foto, le radici hanno saturato l'interno dei vasetti, rendendo estremamente facile l'operazione. Questa striscia di orto, nonostante sia rivolta verso sud, si perde il sole basso, incassata com'è tra la legna imbancata e i lamponi, ma non avevo altro posto libero. Importante: non ho irrorato le piante con alcunchè.


Metà giugno: raccolta delle prime zucchine

Altre quattro piante di zucchino sono finite in un'altra striscia vangata, a fare compagnia ai rabarbari (foto in cima). Maggior esposizione al sole e spazio disponibile, ma meno acqua (ogni due giorni e non quotidiana). In ogni caso a fine maggio sono apparse le prime piccole zucchine, che a metà giugno hanno raggiunto dimensioni idonee alla raccolta. Quelle dalla punta gialla possiamo rimuoverle subito, tanto marciranno. Alcuni fiori maschili, invece, possiamo prelevarli per fare la frittata.


Zucchini direttamente sul letame
Gli zucchini rimanenti, più indietro, li ho trapiantati dove capitava, alcuni direttamente sopra un cumulo di letame. Un trucco tramandato dai contadini per avere zucchini dalla crescita accelerata e dalla maggiore resistenza alla siccità. Per avere i frutti subito, però, vanno innaffiati lo stesso.

Morale della favola. Lo scarto temporale tra i miei zucchini seminati in serra e quelli seminati nell'orto, ripeto, è di un paio di settimane scarse. Resta comunque un risultato, considerando che la velocità di crescita dipende dal clima. Poi ovvio, se comprate le piantine già grandi il vantaggio si rosica così tanto da annullarsi, quasi. 

sabato 21 giugno 2014

Coltivare il rabarbaro 3: raccogliere i gambi, convivenza con gli zucchini

Entro la fine del mese di maggio, complici le pioggie e le secchiate d'acqua del sottoscritto, alcune delle piante di rabarbaro che ho seminato e poi trapiantato hanno raggiunto dimensioni idonee per la raccolta.
Poi mi sono tolto un dubbio: la varietà che ho scelto, la Glaskin's Perpetual, è inglese sì, ma deriva dalla Rheum rhabarbarum originale (tibetana?) e non dalla varietà cinese Palmatum, ornamentale.





Fine aprile-maggio: combattere la piaga delle lumache
I rabarbari appena trapiantati sono stati assaliti dalle lumachine, in agguato sotto la pacciamatura. Dopo la rimozione manuale ho circondato l'area con la cenere, con dubbi risultati. In ogni caso la cenere si rivela un buon concime, visto che i rabarbari apprezzano la terra alcalina. 

Fine maggio: convivenza con gli zucchini
Ora, accanto al filare dei cinque rabarbari ce n'è uno di quattro zucchini. Il posto è quello che è, prevedo una lotta senza quartiere per lo spazio vitale... L'esito dipenderò molto dalle dimensioni variabili dei rabarbari: solo quelli rimasti piccoli non intralceranno gli zucchini.

I tre rabarbari posti sul tumulo all'ombra, purtroppo, non hanno attecchito. Quindi li ho trapiantati nuovamente, stavolta accanto ai cinque al sole. Hanno dato tutti buoni segni di ripresa.
Le due piante a casa non hanno avuto problemi, crescono solo a velocità differenti, normale.


Fine maggio: raccolta dei gambi di rabarbaro
I rabarbari crescono, alcuni più degli altri, e le loro foglie maestose rischiano di soffocare gli zucchini. Quindi è arrivata l'ora di raccogliere i primi gambi.
Le grandi foglie le ho lasciate sul terreno, in modo da tenerlo umido finché non marciranno. Attenzione a tenere almeno metà dei gambi sulla pianta, per non pregiudicarne la crescita.

I gambi più grossi raggiungono i due centimetri di diametro. Considerando che sono piante di un anno circa, non mi posso lamentare. Col tempo (e con maggior acqua a disposizione e con l'apporto costante di concime) diventeranno ancora più grossi.
A metà giugno il secondo raccolto, dopo alcune giornate piovose.





Ora devo solo scoprire come cucinarli al meglio. I primi gambi provo subito a cuocerli al forno (breve cottura di 20 minuti per non perdere le loro proprietà). Sono mangiabili, ma è meglio cercare ricette più sfiziose, argomento che affronterò prossimamente.
Aggiornamento: 
cucinare i gambi di rabarbaro

PARTE 2: TRAPIANTO COLTIVARE IL RABARBARO

venerdì 13 giugno 2014

Melone e anguria nana: semina e trapianto

Dopo le due piccole angurie ottenute l'anno scorso, ho provato a seminare i meloni. I meloni son più piccoli, più saporiti, più densi rispetto all'anguria, che pare acqua zuccherata in stato solido. Ho sentito in un documentario che sono anche più difficili da coltivare, ho letto che bisogna saperli cimare per farli fruttificare a dovere, ma ci provo ugualmente.

Estate 2012: recuperati i semi 

Comincio col mettere da parte i semi, scegliendo appositamente il miglior melone dell'anno, promosso in lungo e largo. Per sicurezza i semi li ho fatti svernare al fresco, ma trattandosi di piante tropicali credo
sia stata un'operazione superflua, se non dannosa. Basta farli asciugare e seminarli, anche ora volendo.

Aprile: germinazione del melone:
Nel giro di un mese i semi, interrati nei vasi nella serra fredda, originano piantine con le prime foglie definitive.

Meloni e angurie. Insieme ai semi di melone, avevo racimolato anche un po' di semi di angurie nane. Nane perchè ho pensato: se i frutti di quelle normali seminate l'anno scorso sono rimasti piccoli, tanto vale scegliere una varietà con frutti piccoli.


Le solite lumache ingorde. Come al solito bisogna fare i conti con l'appetito delle piccole lumache nascoste nella serra. Ho provato a circondare di cenere le piantine, perchè repellente naturale sul quale la lumaca non riesce a strisciare. Dopo mi sono trovato costretto a usare qualche granello di lumachina, perchè una lumaca lasciata sola nella serra fa disastri.

Fine maggio: trapianto in terra piena
Le piante sopravvissute ai morsi delle lumache, cioè sei meloni e due angurie, sono finite in terra piena, non appena le temperature notturne lo hanno permesso. La foto non rende molta giustizia al preparazione del substrato. La messa a dimora, infatti, è stata prededuta dalla rimozione della terra presistente, sostituita con concime animale e cenere mescolati insieme (i meloni vogliono terra alcalina), ricoperti con la terra asportata precedentemente. Ora servono tanto sole e tanta acqua (e concime all'occorrenza).

melone e anguria nana 2: fiori e frutti senza potare

L'autore

L'autore (di cui potete ammirare l'autoritratto...) è residente a Baselga del Bondone, da alcuni paragonata al villaggio di Asterix, ha la passione della scrittura, del disegno, della fotografia e delle riprese video.