blog paralleli

venerdì 31 maggio 2013

ACAB All cops are bastards. Film da guardare senza pregiudizi

Cobra: picchiatore ma con un proprio codice d'onore
ACAB All cops are bastards, film atteso ma snobbato dai pregiudizi. Non lo guardo che è un fillm di celerini. Non lo guardo che è pieno di allusioni al fascismo. Non lo guardo perchè è pieno di violenza gratuita... Questo film è fatto strabene. Girato bene soprattutto. Nessuna mediocrità tipica del piccolo schermo italiano. Invece tanta azione e tanto realismo. Musica calzante e una trama che svelerà la vita della figura più temuta (e odiata) dai tifosi e dai manifestanti di piazza: il celerino, cioè l'agente del Reparto Mobile della Polizia di Stato.
  

Mazinga: padre di famiglia che mi ricorda un po' Albero Sordi. Un po' dico...
Dovessi cercare un film simile a ACAB all cops are bastards, potrei citare l'ottimo Tropa de elite Gli squadroni della morte, tributo alle truppe speciali brasiliane del BOPE. L'azione è agli stessi livelli. Altrimenti 36 Quai des Orfèvres, polizesco con Gérard Depardieu: alcune scene si somigliano.
ACAB si incentra sullo scontro tra guardie e tifosi senza escludere, però, fatti di cronaca realmente accaduti. Dall'irruzione nella scuola Diaz di Genova, agli omicidi dell'ispettore Filippo Raciti, di Giovanna Reggiani e di Gabriele Sandri. Non mancano nemmeno i riferimenti alla politica, con una critica rivolta al sindaco di Roma Alemanno.
Dialoghi diretti in romano, essenziali come è giusto che sia per un film del genere. Degne di nota anche le canzoni che accompagnano le scene forti. Mitica l'esultanza dell'assoluzione di Cobra sulle note di Police on my back dei Clash.
Finale non scontato, tragico. Forse doppiamente tragico, ma meglio non fare spoiler. Di sicuro ACAB non è l'ennesima pagliacciata idealista con Raul Bova carabiniere. Niente lieto fine.


Negro: lo considerano pazzo e non esagerano... 
C'è un alto tasso di violenza nel film. Violenza legalizzata messa in pratica dai celerini e giustizia fai da te dai gruppi di teste rasate della capitale contro gli stranieri. Spina, l'agente più giovane della squadra, rimane vittima anche di un simpatico episodio di nonnismo da parte dei fratelli più anziani. Una regolata alla sua spavalderia. La violenza diventa un ingrediente necessario per raccontare questa storia, in quanto realistica e che non fa sconti a nessuno.
Notevole l'intreccio della trama che vede lo scontro tra due generazioni: i vecchi ormai divenuti servi dello Stato e le giovani teste calde e rasate. Noteremo diversi riferimenti che le legano, basta stare attenti ai particolari.


Spina: chiamato così perchè recluta o perchè spina nel fianco? Chissà...
Girato dal bravissimo Stefano Sollima e basato sull'omonimo romanzo di Carlo Bonini, non lo considero la controparte del film Diaz Don't clean up this blood. Sono completamente diversi. ACAB è un film d'azione, una storia immaginaria. Diaz una ricostruzione di un fatto realmente accaduto, documentario-denuncia che ricorda un po' il film irlandese Bloody Sunday. Visti entrambi.
ACAB non si concentra su un singolo episodio, ma su storie di vita di persone che fanno un lavoro denigrante. Di contenimento. Il lavoro nostro è limitare i danni (Cobra)i Il film non li assolve, si limita a raccontare. 


Il film intero su Youtube
Infine sotto il film intero, l'ho trovato disponibile su Youtube. Strano che nessuno lo abbia tolto. Spero che la Celere non faccia irruzione a casa mia per averlo pubblicizzato qui...

mercoledì 22 maggio 2013

Le galline mangiano le uova? Costruiamo un sottofondo per il nido

Se le galline mangiano le uova
Le galline hanno preso il vizio di mangiare le uova. Ne hanno fatto qualcuno con il guscio molle e hanno scoperto che basta qualche colpo di becco per farsi uno spuntino aggiuntivo. Mica stupide.
Allora sotto il nido ho costruito un sottofondo dove le uova possano cadere, fuori dalla portata dei becchi. Non potevo usare il filo di ferro per la rete, le galline devono stare appolaiate comode. Così ho intrecciato delle striscie di lana, morbida ma resistente. Sotto uno strato di gommapiuma per attutire la caduta. Vediamo se funziona.

Premessa: galline allevate a terra?
Le galline allevate a terra nel vero senso del termine sono ammucchiate a dieci a dieci per metro quadro (e ci sono pubblicità che proclamano con uova di galline allevate a terra). Le nostre galline stanno sì a terra, ma sono sette e hanno circa venti metri quadri di pollaio. Quindi un terzo di gallina al metro quadro. Potrei definirle ruspanti. L'ideale, ovviamente, è allevare le galline all'aria aperta, ma ci sono tanti fattori (presenza di cani, l'orto) che non permettono questa alternativa.

Progetto del sottofondo del nido con telaio
Le uova dal guscio molle e poi mangiate è un problema di alimentazione. Di assunzione non sufficiente di minerali. Le galline devono assumere più mangime per ovaiole e anche un po' di sabbia e sassolini. Allo stesso tempo bisogna ridurre il pastone, che viene preferito al mangime (mangime che rimane nella mangiatoia).
Intanto provo a dotare il nido di un sottofondo dove cadranno le uova, munito di sportello per prelevarle.

Due assi in croce, ma sarebbe bastato anche del compensato o del cartone. Sopra ci sono due telai che sosterranno una rete di...

...strisce di lana arrotolate e tese:
Le galline devono stare appollaiate comode per fare l'uovo. Il nido deve essere accogliente, con il fieno, non una gabbietta di ferro degli allevamenti intensivi. L'uovo allo stesso tempo deve cadere al di sotto, bel dilemma. I cordoni delle scarpe sono troppo sottili, cosa usare? La mamma mi ha convinto che la lana è molto resistente. Delle strisce di lana arrotolate e tese possono andare bene. Bisogna vedere quanto durano sotto le zampate delle galline...
Ho rimediato una rete, fissando le estremità delle strisce con dei chiodini e annodandoli uno all'altro dove si incrociavano. Tipo una racchetta da tennis preistorica. Le uova fanno un po' di fatica a passare, ma sotto il peso della gallina non ci dovrebbero essere problemi.

Installazione nel pollaio:
Ora che il sottofondo di legno e lana è finito, bisogna modificare il nido originario, riposizionando il vecchio fondo. La gommapiuma nel cassetto è necessaria per attutire la caduta delle uova. Ora non resta che aspettare un giorno e sperare che tutto funzioni.

La rete di lana non funziona
Ahimè. Il fieno si infiltra nei buchi e ne basta pochissimo per impedire all'uovo di cadere. Inoltre sarebbe stato meglio costruire un'isola circondata da un anello di rete, la gallina sarebbe stata più comoda. Non si sente molto a suo agio sospesa in aria.
Occorre un'ulteriore modifica...

Una semplice asse rialzata, piccola aggiunta
Se i risultati del lavorone sopra sono stati magri, meglio ripiegare su un'idea più semplice: un'asse rialzata dalla quale le uova cadranno di sotto. Sul morbido: la gommapiuma e la rete di strisce di lana. Le quattro gambe dell'asse rialzata hanno la testa triangolare (ingrandire foto a sinistra), angolate in modo da non ostacolare la discesa dell'uovo. Due fermi laterali e sopra il fieno, prima fissato con delle puntine, poi incollato con la vinavil: non durava molto senza. Un nuovo sportello consente di prendere le uova cadute al di sotto.

Aggiornamento 24/05/2013: l'asse rialzata è stata rimossa, sostituita con un po' di fieno. Tento allora con le uova fine (in gesso e di legno) e qualche risultato lo hanno ottenuto. Confondono le galline.

mercoledì 15 maggio 2013

La misteriosa gemma rossa. Aggiornamento: ho scoperto l'arcano.

Il mese scorso son lì che cammino e vedo affiorare una splendida gemma rossa dal prato. Conscio che quel prato viene periodicamente falciato, decido di prelevare il pollone e di portarmelo a casa. Felicissimo nel vedere la gemma germogliare, mi resta sempre un dubbio assillante: a che pianta appartiene?


Ho colto il pollone sotto un prugnolo, ma scarto l'ipotesi di avere a che fare con un prugnolo, appunto: le gemme e le foglie sono estremamente diverse. Magari è un bel fiore, magari una strana pianta esotica cresciuta spontaneamente... Insomma, la pianta cresce rapidamente e non ne vengo a capo. Non mi resta che attuare la cosa più ovvia: tornare dove l'ho trovato e cercare degli esemplari somiglianti...

Aggiornamento 28/05/2013: a Cadine mi ritrovo uno strano canneto sorto dal nulla, che sta soffocando il prugnolo, per giunta! I fusti somigliano a canne, appunto, ma le foglie son diverse. Identico in tutto e per tutto alla mia piantina.
Cerca e ricerca, ecco che salta fuori il nome. Si tratta del famigerato Poligono del Giappone (o Fallopia japonica), pianta infestante importata dall'Estremo Oriente.

Inavvertitamente nel mio piccolo la sto propagando, quindi, senza tante remore, me ne sono sbarazzato.

Trapianto di mirtilli 3: gemme, fiori e concime naturale nel composter

Ora con sei piante di mirtillo
Il lavoro era iniziato con le gemme dei mirtilli sotto la neve di febbraio e prosegue con le gemme dei mirtilli sotto la neve di marzo... (notate il fiocco di neve rimasto integro)
Per fortuna i nostri esemplari di mirtillo gigante americano si sono risvegliati e dalle gemme sono usciti fiori e foglie a volontà. Ho raccolto fondi di caffè, trifogli e altri ingredienti per creare un po' di concime naturale. E infine sono arrivati i rinforzi: due nuove piantone di mirtillo. Quindi ora abbiamo tre coppie di mirtilli ben distinte: le due piante giovani trapiantate nelle buche, le due piantine stremate in convalescenza nei vasi (foto) e due grosse piante poste nell'orto.

I rinforzi: due piantone di mirtillo gigante
L'arrivo di questi due esemplari, alti quasi due metri (e pesantissimi da sollevare), ci ha colti impreparati. Il trapianto approssimativo, nella terra neutra e argillosa dell'orto, è stato parzialemente corretto con l'apporto di torba acida (sfagno comprato) e l'applicazione di pannelli divisori per separare i due tipi di terra. La pianta di mirtillo più vecchia l'abbiamo lasciata esposta al sole accanto ai fragoloni e alle due piantine nei vasi, la più rigogliosa riparata all'ombra del recinto. Teoricamente la minore esposizione al sole ritarderà la maturazione dei frutti del secondo mirtillo, in  modo di averli a disposizione freschi e maturi per un periodo più lungo.

Boccioli di fiore e foglie dalle gemme
Aprile. Con la temperatura che diventa più mite le gemme del mirtillo decidono finalmente di sbocciare. Le piante giovani nelle buche (foto sotto) sono le più rigogliose, spero che mantengano questo ritmo anche nei prossimi anni.
Le piantine di mirtillo nei vasi (foto sopra), invece, hanno una germogliazione modesta, ma i boccioli di fiori restano un buon segno: l'anno scorso non erano fiorite per niente, quest'anno sì. E poi notate le foglioline: verdi e non gialle.

Concime naturale per il mirtillo? Prepariamo un compost adatto
Terra e concime sono due cose ben distinte. La prima è la spugna dove affondano le radici della pianta, il secondo i nutrienti aggiuntivi per migliorare la resa.
Le piantine di mirtillo nei vasi hanno terra di bosco mista ad aghi d'abete, le piantone di rinforzo terra di sfagno. Le piante nelle buche un po' una e un po' l'altra. La cattiva notizia è che gli aghi di pino (e quindi anche quelli d'abete?) sono sì molto acidi, ma non acidificano significativamente il terreno. Come ho annotato nell'articolo precedente, la terra presa sotto un grosso abete deve per forza di cose essere acida, in quando l'abete è acidofilo. Si spera. Il pregio (confermato) degli aghi è quello di mantenere aerata la terra, impedendo alla stessa di comprimersi.
Terra acida a parte, bisogna pensare a concimare i mirtilli in vista della fruttificazione. Occorre un compost senza calcio (quindi niente cenere e gusci d'uova) e mi sono dotato di un secondo composter (contenitore chiuso dove il materiale organico viene digerito dai batteri e trasformato in concime naturale). 
Gli ingredienti:
  • avanzi di cibi e bevande acide: fondi di caffè (finalmente scopro un fine utile per la bevanda), l'aceto del condimento che rimane nel piatto...
  • concentrati di minerali preziosi: la buccia di banana, per esempio, contiene potassio, i trifogli ferro e così via. 
Chiudete il composter e lasciate il lavoro ai microorganismi.

Piante di  mirtillo in fiore
Maggio: dai boccioli sono usciti fiorellini bianchi, a forma di campana. Le piante di mirtillo nelle buche non hanno deluso le aspettative (le tre foto). Un tripudio di fiori, a grappoli.
La piantona giovane di rinforzo è fiorita altrettanto bene, quella vecchia ha comunque un aspetto dignitoso.

 

Mirtilli con le foglie ingiallite
Fiori anche per le piantine nel vaso. Se le foglie appena uscite dalle gemme erano di un bel colore verde, ora sono ingiallite. Si tratta di clorosi ferrica, cioè la mancata assunzione di ferro da parte del mirtillo. La causa? L'acidità non adeguata del terreno. Ho contrastato il problema con l'apporto di acqua piovana lasciata riposare con l'aceto e un paio di volte anche con il decotto di trifoglio, che è molto ricco di ferro.
Spero di non perdere i frutti.

Il compost per mirtilli è pronto?
Dopo i fiori arriva il momento di concimare. Purtroppo il compost (invecchiato un mese) non è ancora pronto: ha un aspetto e un odore rivoltanti che vi risparmio. Ne ho preso solo un po' da mettere nelle piante nel vaso, dopo averlo lasciato un po' al sole perchè asciugasse (e cuocesse la fauna che sguazzava al suo interno...). Poi l'ho ricoperto di aghi d'abete.
Le altre quattro piante hanno ricevuto un po' di concime per fragole.

Aggiornamento del 16/05/2013: il compost nei vasi è stato letteralmente divorato da qualche animaletto. Tutto quanto. Notare che solo il concime naturale ha fatto questa fine, il concime in scatola dato alle altre quattro piante è ancora lì. Ho concimato nuovamente i mirtilli nel vaso, cercando di proteggere il compost con una barriera di bastoncini...

Ora si aspettano i frutti. Luglio e agosto.

Trapiantare il mirtillo:
scavare le buche messa a dimora fiori e concime mirtilli maturi

foto scattate con una Fujifilm FinePix Z100fd e una Samsung EX1

martedì 7 maggio 2013

La ricetta del tortel di latte (o torta simona trentina dolce)

Habemus ricetta!
Esistono due tipi di tortel in Trentino: il tortel di patate, tipico della Val di Non, e il tortel di latte, tipico di... casa mia! Il tortel di latte è la variante dolce (e tedesca) della torta simona, ricorrente nella cucina povera trentina.
Dopo le vostre richieste ho interpellato la mamma ed eccovi accontentate: vi presento la ricetta del mitico tortel di latte.


Ingredienti, preparazione e cottura
Vi occorre una teglia, una ciotola bella capiente, una grattugia e un frustino. Gli ingredienti:
  • 2 uova
  • 300 grammi di farina
  • 1 limone
  • 1 litro di latte
  • zucchero
  • sale
  • olio d'oliva
  • (opzionali: un goccio di liquore e fette di mela)
Bisogna sbattere molto bene le uova con un pugno di zucchero nella ciotola (ma va bene anche una pentola fonda come nella foto). In assenza del lievito, infatti, sbattere a lungo le uova si rivela fondamentale per far crescere la torta. Poi aggiungete la farina, un pizzico di sale, la scorza di limone grattugiata e versate il latte, continuando a sbattere bene con frustino per amalgamare il tutto.

Al posto della scorza di limone potete aggiungere un goccio di liquore. Riscaldate e oliate la teglia. Olio d'oliva al posto del burro: questa è la seconda differenza tra il tortel di latte e la torta simona (la prima è la presenza dello zucchero, leggi sopra).
Versate l'impasto nella teglia e infornate, meglio in una stufa a legna.

  
Cottura del tortel di latte nella stufa a legna:

La cottura del tortel richiede almeno trenta minuti e il forno molto caldo. Quando è quasi cotto aprite e cospargetelo di zucchero (non a velo). Notate l'olio d'oliva che galleggia: renderà croccante la superificie. 

Ancora qualche minuto e il tortel di latte è pronto. 
Nota: non allarmatevi se al momento di sfornarlo si sgonfia drammaticamente. Neppure per i bordi bruciacchiati, è assolutamente normale.

Tortel di latte con le fette di mela
Come opzione possiamo aggiungere all'impasto le fette di mela: arrichiscono la torta con una seconda varietà di dolcezza.
Una valida alternativa alla torta di mele
Quando e come si mangia il tortel di latte
Una fetta di tortel di latte è il pezzo forte di una colazione sostanziosa. Sembra quasi di mangiare crema pasticcera. Il momento migliore per prepararlo è alla sera, in modo che sia pronto per la mattina seguente. Basterà solo riscaldarlo un attimo nel forno. Va servito fumante e lo si mangia con un cucchiaino. Il tortel si sposa divinamente con la frutta, meno bene con il latte e il cioccolato.

foto del tortel di latte trentino

prossimamente altre ricette di torte trentine...

L'autore

L'autore (di cui potete ammirare l'autoritratto...) è residente a Baselga del Bondone, da alcuni paragonata al villaggio di Asterix, ha la passione della scrittura, del disegno, della fotografia e delle riprese video.