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lunedì 29 ottobre 2012

Le torte della mamma, quinta puntata: tortel di latte, dolce tipico trentino

Quinta puntata di Torte della mamma: direttamente dal Trentino arriva il prelibato Tortel di latte, la variante dolce della Torta simona, entrambe torte semplici ma deliziose, tipiche della cucina povera trentina. L'apporto di calorie giuste per superare con gusto i mesi freddi dell'anno. 

Tortel di latte, dolce tipico del Trentino (e anche dei mesi freddi):

tortel di latte caldo: così morbido che si mangia con il cucchiaio

Il tortel di latte, una torta tipica del Trentino. Preparato con latte, uova, zucchero, sale, farina e scorze di limone grattugiate, viene servito nei mesi freddi, quando il fuoco è acceso nella stufa. Va servito caldo e fumante. Se fuori è croccante (e cosparso di zucchero), l'impasto all'interno si rivela molto morbido e si mangia con un cucchiaio.

Tortel di latte e more a colazione
Tortel di latte e more (da raccogliere in agosto-settembre), un raro abbinamento che merita di essere provato a colazione, ma anche a merenda.




Urge la ricetta del tortel di latte! Trovata!
Già in diversi mi hanno chiesto la ricetta del tortel di latte, introvabile su internet. Restate sintonizzati, provvedo a descriverla punto per punto appena potrò seguire la brava cuoca.
Ora come ora posso dirvi che il tortel di latte assomiglia in tutto e per tutto a una crespella (o crêpe in francese) di latte, uova, zucchero e farina soffritta nell'olio d'oliva, solo molto più grande, spessa e cotta al forno.



Aggiornamento del 07/05/2013: ecco la ricetta del tortel di latte

Le torte della mamma:

i dolci trentini torta di mele torta nera di Cadine torta di rose
tortel di latte torte al cioccolato pane fatto in casa crostata trentina

foto scattate con una Fujifilm FinePix Z100fd e una Samsung EX1

giovedì 18 ottobre 2012

Le noci malate con il mallo nero: è colpa di una mosca. Salvare il salvabile

Noci col mallo nero
Non sono anni felici per chi coltiva e raccoglie le noci. I malli diventano neri e seccano, esponendo all'umidità e ai parassiti il guscio e il gheriglio, il seme interno, quelli che noi chiamiamo erroneamente noce.
La colpa è della mosca della noce. Sono le sue larve, infatti, a cibarsi del mallo. Vediamo se riusciamo a salvare fuori qualcosa.

una noce col mallo guasto ma rosicchiata: dentro il pizzo è (era) buono

Dietro (e dentro) le noci guaste dal mallo nero c'è la mosca della noce:
Asportando il mallo nero saltano all'occhio dele piccole larve di mosca. Alcune bianche, che si muovono, altre chiuse in una sorta di bozzolo rossastro. Sono loro a mangiare il mallo e a causarne la putrefazione. La mosca della noce è stata segnalata per la prima volta proprio a Trento, alcuni anni fa. Quindi siamo proprio in mezzo al focolaio.



Questo parassita depone le uova sulle piccole noci acerbe, ancora tenere. Le larve scavano nel mallo per alcuni  mesi, cadendo infine a terra insieme. Svernano nel terreno e, quando torna il caldo, le mosche sono pronte e ripetere il ciclo distruttivo. Esistono dei trattamenti per contenere l'infestazione delle mosche della noce, ma andrebbe esteso a tutte le piante della zona.

Raccogliamo le noci lo stesso. Asportiamo il mallo nero:

L'asportazione del mallo è la prima fase della pulizia delle noci. L'operazione è facile e pulita (quasi) con le noci sane, dal mallo duro e verde. Con il mallo marcio e nero, invece, ci si sporca un po' e bisogna aiutarsi con una lama o qualcosa di duro.

Mano a mano che si procede con la pulizia, ci si rende conto che la raccolta delle noci diventa una mera raccolta differenziata. I gusci, infatti, rimasti senza protezione, sono forati e umidità e parassiti hanno fatto disastri all'interno (complice anche la pioggia dei giorni scorsi). I malli restano, ad ogni mdo, ottimi per concimare l'orto, quindi finiscono nel composter.
Importante: per salvare il salvabile le noci vanno asciugate al sole il più presto possibile, per evitare o rallentare l'insorgere di muffe interne.

Apriamo le noci: bagnate, ammuffite e anche sane per fortuna:
 
La maggior parte dei gherigli delle noci non sono in buone condizioni: bagnati da goccioline d'acqua, vengono presto attaccati dalla muffa (a destra allo stadio inziale, ho evitato di fotografare certe cose). I gherigli in condizioni accettabili, unti e calorici come sono, credo che possano andare bene per le galline per superare meglio il freddo invernale

un gheriglio di noce sano
Una piccola quantità di gherigli, per fortuna, è rimasta sana. Diciamo una noce ogni dieci. Quelli dorati e secchi li riconosciamo facilmente, quelli neri invece bisogna aprirli per accertarsi che il gheriglio sia bianco e non guasto.
Col senno di poi, bisognava spaccare le noci appena cadevano a terra: un sacco di gherigli non sarebbero ammuffiti. 

noci col mallo nero 2014: provo la trappola per mosche

lunedì 15 ottobre 2012

Foto dall'orto, seconda puntata: patate da zappare su, zucchine e kiwi

Zappare le patate, senza tagliarle
Raccogliere i tuberi di patata è un'operazione faticosa, quasi quanto vangare la terra a braccia. Con i piedi sui lati della bina bisogna zappare la terra di lato e a fondo, portando in superficie le patate.
Se le patate sono un po' umide vanno tenute al sole, ad asciugare. Una volta asciutte si prodece a una sommaria pulizia dalla terra, strofinandole un po'. Poi finiscono in cassetta e si conservano in un luogo fresco e asciutto.
A destra un tubero di patata con un germoglio. Dietro altre patate, rimaste tagliate durante la raccolta con la zappa, meglio consumarle il prima possibile.
Eventuali patate verdi, rimaste troppo al sole, vanno gettate via perchè contengono solanina

Zucchine: fiori e zucchine giganti per semenze
Zucchine, sedano e lattuga: fresche dall'orto

Come la patate, anche le zucchine non possono mancare nell'orto. Le piante, che hanno bisogno di molta acqua, sviluppano grossi fiori gialli, commestibili come la zucchina in sé.
Le zucchine fresche e di medie dimensioni sono le migliori da mangiare, lesse di solito. Altre zucchine, però, soprattutto quando piove troppo, si gonfiano a dismisura, spesso poco visibili sotto le grandi foglie (nella foto sotto a sinistra il confronto). Queste zucchine enormi diventano le candidate ideali per la maturazione delle semenze, ma possono essere anche cucinate ripiene o tagliate a quadratini per condire la pasta o finire invasate sott'olio.

La pannocchia solitaria di mais tra le cipolle:
Una pianta di mais, o granoturco, è cresciuta in mezzo alle cipolle, il seme trasportato da qualche volatile o forse già presente nel concime. Raggiunta un'altezza ragguardevole, oltre due metri, ha originato due pannocchie con delle caratteristiche parrucche rosso scuro.

Il kiwi ha rischiato di morire
Il kiwi è un'altra pianta che ha bisogno di un costante apporto di acqua. A fine agosto, dopo diverse settimane senza pioggia, è iniziato a seccare e a perdere le foglie. Nell'indifferenza generale, con i frutti quasi maturi.
Per rimediare, ho inondato il kiwi con taniche d'acqua tutti i giorni e, grazie anche (e soprattutto) alle intense precipitazioni successive la pianta è letteralmente rinata: dai germogli sono cresciute nuove foglie. 

Così i frutti non sono andati persi. Una parte almeno.

Foto dall'orto:
frutta e verdura fresca patate, zucchine... l'orto in ottobre e in novembre vangare l'orto

martedì 9 ottobre 2012

Foto dall'orto. Prima puntata: vangare la terra, pomodori, fagioli e fichi

Un giro nell'orto è come fare la spesa
Prodotti freschi dall'orto, in ordine: fichi, zucchine, pomodori, lattuga e barbabietole (o carote rosse). E anche un po' di uova fresche dal pollaio.
L'orto è un piccolo tesoro che produce frutta e verdura sana. Regala soddisfazioni.

Vangare l'orto per girare la terra:

Vangare l'orto a forza di braccia è un lavoraccio che va fatto a fine marzo (altrimenti si può usare la fresa). Durante l'inverno la terra è diventata dura e compressata, bisogna quindi girarla con l'apposita vanga (ma va bene anche una forca robusta). Lo strato di terra diventa così più morbido e accogliente per le radici dei nuovi ortaggi, oltre ad ossigenarsi. Mentre si vanga si aggiunge anche il concime.
Vangare è veramente necessario? Pensiero ricorrente mentre si sudano le prime sette camicie (poi siamo troppo stanchi per pensare lucidamente). L'alternativa è usare una marea di vasi, che però limitano la libertà delle radici, e quindi lo sviluppo della pianta. La terra aperta dell'orto è meglio in questo caso, a patto che gli spazi siano ottimizzati.

Legumi: fagioli borlotti e fagiolini verdi:

Le bine di legumi non dovrebbero mai mancare nell'orto: sono un'importante fonte di proteine, si conservano bene in freezer... La morale è che andrebbero coltivate molte più piante.
Nelle foto sopra i fagioli borlotti, detti bazi, con le bagiane rosse. Hanno belle dimensioni e, dopo averli assaggiati, non sono neanche male crudi. Ovviamente cotti, a cena, diventano favolosi, freschi poi, parole della mamma, si cuociono subito.

Se i fagioli borlotti sopra sono freschi quelli qui a sinistra sono diventati secchi e più duri. Vanno cotti, come i fagiolini verdi a destra.

Pomodori verdi che maturano, cuori di bue e ciliegini:
Anche i filari di pomodori non possono mancare in un orto come si deve. Si possono scegliere diverse varietà: cuore di bue, peretta, ciliegini... Non ci sono differenze sostanziali tra l'una e l'altra. Come la pasta, tipo.
Le piante di pomodoro si coltivano senza problemi anche in vaso.


Fichi d'autunno perchè l'albero fruttifica due volte:

goccioline di succo che cadono dal fico soprastante
Seconda tornata di frutti per il fico (non è spettacolare un albero che fruttifica due volte nella stessa stagione?). Se i primi fichi vengono raccolti ad agosto, per i secondi, più piccoli, bisogna aspettare settembre e ottobre.


Foto dall'orto:
frutta e verdura fresca patate, zucchine... l'orto in ottobre e in novembre vangare l'orto

L'autore

L'autore (di cui potete ammirare l'autoritratto...) è residente a Baselga del Bondone, da alcuni paragonata al villaggio di Asterix, ha la passione della scrittura, del disegno, della fotografia e delle riprese video.