Blog parallelo

mercoledì 4 luglio 2012

Il testimone, racconto breve

Un racconto breve e/o una sceneggiatura per un cortometraggio.


- Ce l'hai un po' di esperienza almeno?
Voce scazzata.
Nessuna risposta.
- O sei così disperato che mi prendi in giro nei cessi del mio locale? Eh? La sai usare o no una pistola? O pensi che sia così stupido da pagare il primo-pivello-che-passa?
Ancora silenzio.
- Ri-spon-di-mi! Sai che tutti quelli qua fuori sono miei compari? Che mi basta schioccare le dita e finisci nel mangime dei maiali?
Nervi a fior di pelle.
A tutti i presenti. Anche a quello barricato nel bagno. Trattiene il fiato, rallenta i battiti del cuore. Perde il colore sulla faccia. Metamorfosi in una statua.
- Ti sto offrendo un incarico. Un lavoretto veloce. Ora o apri quella cazzo di bocca e mi dici di sì o...
La porta di servizio si spalanca.
Passi che si interrompono.
Fruscio di una giacca. Il cane armato.
- Scusatemi, non volevo disturb...
Sibilo secco. Colpo d'arma da fuoco silenziato.
Il tonfo di un corpo che si accascia per terra.
La statua nel bagno si spezza in due. Si lascia scappare un lamento. Si tappa la bocca. Il cuore pulsa nelle orecchie come i binari del treno sulle rotaie.
Non l'hanno sentito. Non possono averlo sentito.
Tremore diffuso. Adrenalina in circolo.
Testimone di un omicidio nascosto dentro un cesso, pensa incredulo. Se lo sognano tutti di vivere un momento del genere. Non corri il rischio di pisciarti addosso almeno.
- Calma, bello, calma... Ti ho chiesto se avevi esperienza, non di dimostrarmelo seccando l'impiccione. Quanti soldi vuoi, eh? Mi sembri un tipo in gamba...
La voce scazzata ora tradisce sorpresa e timore. 
- Accidenti sei hai sangue freddo... ti assumo all'istante, dimmi cosa vuoi in cambio - insiste.
- La tua vita, sacco di merda - gli risponde il sicario.
La pistola esplode un altro colpo.
Il suo proprietario si allontana a passi svelti.

- Stoooop! - grida il regista - Bel lavoro, ragazzi. Gran bel lavoro!
Una scena complessa venuta bene al primo colpo. I due professionisti non hanno tradito le aspettative. Anche il giovanotto si è rivelato dannatamente bravo. Ha talento: si immedesima così tanto nel ruolo che rischia di crepare. Incredibile. Ha quelle due scintille di follia negli occhi... il regista lo ha scelto senza provini. Prima volta sul set, il copione non l'ha quasi nemmeno guardato.
La scena riceverà il plauso della critica.
Intanto l'attore rintanato in bagno sospira, fissando il vuoto. Il volto sudato riflesso nell'occhio spento della cinepresa.
Grandi respiri per riprendersi. L'ansia non lo molla.
Ha assistito a un omicidio. Sembrava vero.
Sembrava? 

***

- Eri presente sulla scena dell'omicidio. Lo confermi? - chiede l'ispettore.
Per la seconda volta.
- S-sì - balbetta il testimone ai presenti, con un filo di voce.
Lo guardano dall'alto, impassibili, con le braccia conserte. 
- Cosa è successo?- la voce dell'ispettore è dura, impaziente.
- Io... io non ricordo.
- Concentrati allora!
Il testimone chiude gli occhi, sforzandosi.
Li riapre di scatto.
La pistola che spara. Un corpo che si accascia sul pavimento. Si blocca il respiro. Morsa fredda intorno al collo.
- Aveva una pistola... - mormora.
- Chi aveva la pistola? Lo hai visto? Lo hai sentito parlare? Che accento aveva? Ha pronunciato dei nomi?
- Io...
- Ti hanno trovato sulla scena del crimine in stato confusionale. Tu insieme a due cadaveri. Nessun'altro. Ora ci spieghi cosa è successo.
L'ispettore non scherza, ricalca bene le parole. Ma i ricordi affiorano a stento.
- Il morto continuava a parlare e poi... e poi il colpo di pistola... ma non subito...
- E il cadavere sulla porta? Quella persona è intervenuta per salvare la vittima?
- Si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato...
- Ed è morta. Dove è finita l'arma?
- Ma non li ho uccisi io...
Diverse paia di occhi si serrano sui suoi.
Lui li abbassa.
Disperato, senza via d'uscita.
Così il testimone scatta in piedi. La sedia si rovescia mentre sfugge alla morsa degli agenti sorpresi e si tuffa contro la finestra. Precipita giù, sulla strada, con una scia di vetri infranti.
Fuori dal campo delle cineprese.
All'ombra dei riflettori.
Sotto l'occhiata accigliata del regista, rimasto a bocca aperta.
Lo sconcerto si diffonde rapidamente.

Il testimone è proprietà di Andrea Baldessari

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