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domenica 12 dicembre 2010

[musica] Sacred Spirit: Indiani d'America o Sami? Traduzione fantasiosa

Chi non conosce la canzone del progetto musicale Sacred Spirit Ly-O-Lay Ale Loya (The counterclockwise circle dance)(= La danza antioraria del cerchio)? Faceva da colonna sonora al famoso spot del Gatorade, quello del Leone e della Gazzella.
Sono andato a recuperare il testo tradotto in italiano e... scopro due cose assurde:


  1. il canto non appartiene agli Indiani d'America, ma è un remix di una canzone Sami, della Finlandia!
  2. la traduzione italiana, che gira in rete, non è la vera traduzione del canto

1. La famosa pubblicità del Gatorade, con un estratto del canto incriminato:

La canzone Sami "Normo Jovnna"
(la sua versione moderna della band AIGI):

(Precisazione: la popolazione Sami non corrisponde a quella finlandese, estendendosi anche in Norvegia, Svezie e Russia.)
"Normo Jovnna" è uno joik o yoik o juoiggus, di Terje Tretnes, un canto tradizionale Sami ispirato a un luogo o a una persona. Non significa che è dedicato a loro, ma che il cantante - lo joiker - cerca di trasferire l'essenza di tale luogo o persona nella canzone. La canzone ha in genere un testo molto ridotto se non del tutto assente, mentre la musica ricorda molto quella delle popolazioni native americane (da Wikipedia).
Sono sincero: tra le due versioni preferisco l'interpretazione di Sacred Spirit. In ogni caso non si può parlare di plagio: Sacred Spirit ha reinterpretato molte canzoni non appartenenti alla cultura degli Indiani d'America, risulta normale reinterpretare questo joik che assomiglia moltissimo ai canti dei nativi americani.


2. Questa è la fantomatica traduzione di Ly-O-Lay Ale Loya (The counterclockwise circle dance), titolo tradotto, qualche volta, con Immagini, musica, pensieri che mi attraversano la mente... (ma io direi La danza antioraria del cerchio).

Vento soffiami addosso portami
Ancora il profumo delle praterie
Mentre attraverso questo inverno
E …Come il lupo innalzo
la mia canzone alla luna
sulle note del mio flauto…
Aspettando te Sole Nascente
Com’eri bella mia dolce squaw
Quando cavalcavi con me
Sulla mia sella di pelle di bufalo
Ti ho avuta ancora bambina
Eravamo come due pettirossi
Che cantavano sui rami….
E io mi sentivo un’aquila in volo
Quando lontano da te andavo a caccia
Noi indiani abbiamo la magia
Di fonderci con la natura
Siamo come cavalli in corsa tra le
Erbe ondeggianti della prateria
Ma adesso cade la neve e il sacro
Spirito mi sta spingendo
sempre più a nord…

Niente a che vedere con il testo degli Indiani d'America:


Hey Yo Lay….Lah Lay Loy Lah
Hey Yo …Hay Yo Lay… Lah Lay Loy Lah
Hey Yo Hay Oh Loy Ah Loy Lah
Hey Yo Hey Yo Lay ….Lah Lay Loy

E con l'originale Sami Normo Jovnna (da Youtube):

Garra lea mu Jovnna
Galge geavahit juo
dan guhkes ráigeruovddi
go aiddo gálbái áigun
dan stuorra guovzza geassit

(rit: somigliante a quello dei nativi americani)

Tradotto in inglese (da Youtube) e in italiano (dal sottoscritto):

"strong was my (friend) John  /  "Forte era il mio amico Jovnna
we two shall use  / noi due useremo
that "holy iron" (gun?)  / quel "sacro ferro" (fucile? ma io direi lancia, arpione)
because right to the calf I shall  / perchè dritto verso il cucciolo io
pull the big bear" / spingerò il grande orso"

Ciò non toglie che quella sopra ( Vento soffiami addosso portami ancora il profumo delle praterie...) sia una bellissima poesia. Bisogna solo scoprire di quale canzone è la traduzione (aiutatemi se lo sapete!!). Visto l'andazzo degli italiani che fanno le "catene" temo che il primo si sia sbagliato e poi in centinaia hanno ripetuto l'errore. Ho, infatti, scandagliato la rete ma vedo solo gente convinta che questo testo appartenga a Ly-O-Lay Ale Loya...

8 commenti:

  1. Che tra l'altro è palesemente incompatibile la traduzione, perché come si faccia a tirar fuori tutto quel testo da una nenìa di 5 parole lo sanno solo loro.

    Misteri della fede di internet.

    Un abbraccio

    (PS.: lo sto cercando anche io)

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  2. bisognerebbe risalire alla traduzione in inglese e cercare quella con google.. però. è difficile! che poi magari sono state prese diverse licenze poetiche

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  3. Questa dovrebbe essere la versione tradizionale sami:

    http://www.youtube.com/watch?v=UQ0zPP7hV2I

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  4. O Grande Spirito, la cui voce sento nei venti ed il cui respiro dà vita a tutto il mondo, ascoltami. Vengo davanti a Te, uno dei tuoi tanti figli.
    Sono piccolo e debole. Ho bisogno della tua forza e della tua saggezza.
    Lasciami camminare tra le cose belle e fà che i miei occhi ammirino il tramonto rosso e oro.
    Fà che le mie mani rispettino ciò che Tu hai creato, e le mie orecchie siano acute nell'udire la Tua voce.
    Fammi saggio, così che io conosca le lezioni che hai nascosto in ogni foglia, in ogni roccia.
    Cerco forza, non per essere superiore ai miei fratelli, ma per essere abile a combattere il mio più grande nemico: me stesso.
    Fà che io sia sempre pronto a venire da Te, con mani pulite ed occhi diritti, così che quando la vita svanisce, come la luce al tramonto, il mio spirito possa venire a te senza vergogna.

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  5. La traduzione in inglese dovrebbe essere:
    The way of life, the way to live ...

    la fonte è tra i commenti di questo video:
    https://www.youtube.com/watch?v=HOmv_lBBF54

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  6. Aldilà delle traduzioni, interpretazioni o licenze poetiche letterarie, antropologicamente, entrambe le culture sia l'amerinda Apache che la Samit sono animiste originarie del Nord dei rispettivi continenti (America ed Europa) i Samit sono rimasti invariabilmente dall'ultima glaciazione, nella penisola scandinava mentre gli Apache, solo in tempi relativamente recenti, seguendo i loro cugini Navajo proveniendo dalle regioni settentrionali canadesi, si sono stabiliti in Arizona (arida zona) U.S.A. Resta il fatto che nelle aree artiche risalenti a circa 10.000 anni fa, le popolazioni nomadi dovevano percorrere grandi distanze per soddisfare i fabbisogni personali, praticando la caccia sulla banchisa polare e di conseguenza non ci sarebbe nulla di straordinario se alcuni elementi delle rispettive popolazioni, in un periodo ancestrale siano potute venire in contatto, potendo così contaminare le rispettive culture che tra l'altro sono impressionantemente simili trascrivendo nel proprio D.N.A. il ricordo inconsapevole vissuto dai loro antenati (come ad esempio:- il cantare una filastrocca davanti ad un falò, per scaldarsi nelle gelidi e lunghe notti artiche che ripetuta di bocca in bocca, con migliaia di piccole varianti, è giunta ai giorni nostri da due popoli apparentemente estranei, a causa della distanza geografica) ma se si tiene in debito conto la caratteristica nomade dei cacciatori primitivi, ecco qui che le enormi distanze intercontinentali, praticamente si azzerano e mirabilie sorprendenti, riaffiorano (come il motivetto di una canzone o un oggetto d'uso comune, come ad esempio la punta d'una freccia da caccia, in osso d'animale dalla medesima forma alare uncinata. Qualcuno potrebbe obbiettare che certe invenzioni, potrebbero essere frutto di esperienze ed ingegno cui due popoli, come due individui sconosciuti tra loro, possano esservi giunti in modo indipendente, un po'come nel caso dell'inve zione de telefono, ci fu la disputa tra l'italiano Meucci e l'americano Bell ma il contesto in cui ci fu la famosa controversia avvenne in un periodo storico in cui iniziava l'informazione globalizzata e per questo vi era, come tutt'ora vi è, un fortissimo rischio di plagio, ma non può assolutamente considerarsi tale, il frutto di un esperienza comune tramandatasi nei millenni,assieme a chissà quant'altre che ignoriamo, stupendoci infine se riusciamo a riscontrare col senno del poi, delle impressionanti analogie che erroneamente ci spingono a credere al plagio....sperando di essere stato il più esaudiente possibile porgo i miei più distinti saluti

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L'autore

L'autore (di cui potete ammirare l'autoritratto...) è residente a Baselga del Bondone, da alcuni paragonata al villaggio di Asterix, ha la passione della scrittura, del disegno, della fotografia e delle riprese video.