Blog parallelo

venerdì 12 febbraio 2010

[ambiente] Le cinque minacce per gli animali selvatici

 
Un paio di esemplari di capriolo, in alto un cucciolo e sotto un maschio adulto.


I caprioli e tutte le altre sfuggenti creature dei nostri boschi conducono una vita abbastanza rischiosa. Devono fronteggiare, infatti, 5 minacce:

  1. attività venatoria
  2. investimento da automobile e da macchina agricola
  3. cani liberati nei boschi dai passanti
  4. predatori naturali
  5. inverno rigido


    È risaputo che i cacciatori uccidono ogni anno un alto quantitativo di animali selvatici. Camosci, cervi, caprioli, volpi e molte specie di volatili subiscono le conseguenze dell'attività venatoria umana. Sebbene il danno sia rilevante bisogna aggiungere che, in genere, tale attività è rigidamente regolamentata, tassata e i controlli delle guardie forestali sono molto frequenti.
    Molti cacciatori, inoltre, si assumono l'importante compito di censire la popolazione animale, contribuiscono a salvaguardare i sentieri e la pulizia del territorio forestale e monitorano la salute degli animali.
    Spesso questi comportamenti vengono considerati come dettati dall'opportunismo: è evidente che un cacciatore deposita del cibo o del sale per attirare le prede nella sua zona o si documenta in modo approfondito sul capriolo per conoscere meglio le sue abitudini e sfruttarle a suo favore.



    Le automobili rappresentano un pericolo indiscriminato per gli ungulati e gli altri animali che si muovono nei pressi delle strade. Il comportamento irresponsabile dei guidatori, cioè velocità molto elevata e riflessi deteriorati dalle sostanze alcooliche, fa sì che gli investimenti mortali siano elevatissimi, ogni anno.
    Abbastanza assurdi sono i provvedimenti di alcune Province che prevedono il rimborso agli automobilisti per i danni cagionati dagli investimenti. La colpa è solo ed esclusivamente dell'uomo, visto che le strade hanno tagliato gli habitat di queste creature e i conducenti non seguono quasi mai su strada una condotta prudente.
    Da aggiungere il pericolo rappresentato dalle macchine agricole: molti cuccioli infatti si nascondono nell'erba alta dei campi e vengono spesso uccisi o mutilati dalle lame delle trebbiatrici, delle falciatrici e delle svolta-fieno. Il loro istinto, purtroppo, li costringe a restare immobili.



    Altro pericolo notevole ma quasi sconosciuto sono proprio i nostri cani. Molte persone liberano il propio amico a quattro zampe per concedergli un po' di respiro e l'occasione per sentirsi libero.
    È un comportamento positivo, certo, ma deve essere svolto con buon senso e responsabilità. Ricordiamoci che i nostri cani sono inanzitutto dei predatori, predatori molto efficenti - meglio sottolineare - capaci di uccidere intere cucciolate e, meno spesso, alcuni esemplari adulti.
    Meglio quindi restare sempre vicini al proprio cane e richiamarlo quando scompare alla vista. Potrebbe, infatti, aver fiutato qualche animale ed essergli alle calcagna.


    Si può dire che il pericolo dei predatori naturali, oggi, quasi non esiste più. Orsi, lupi, volpi e aquile sono ormai decimati e in quantità tali da non rappresentare più una minaccia quantificabile.
    Il loro posto - e quindi l'incarico di "selettori naturali" - è stato preso dai cacciatori.



    L'inverno rigido è il peggior nemico di tutti gli animali vecchi o malati. Da sempre la selezione naturale fa sì che solo gli esemplari ben nutriti possano superare la stagione invernale.
    È vietata la caccia in presenza di ghiaccio e neve perchè gli animali si espongono rischiosamente per cercare cibo, sono maggiormente visibili e sono indeboliti dal freddo e dalla fame.


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