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domenica 28 febbraio 2010

[approfondire] Baselga del Bondone

Baselga del Bondone e' come il villaggio di Asterix: ai confini del mondo conosciuto ma composto da irriducibili abitanti.
(Federico Bettega su Facebook)


Baselga del Bondone è una frazione del comune di Trento, situata a circa 8 km dal capoluogo in direzione di Riva del Garda e sulle pendici del monte Bondone. Domina su Vigolo Baselga e la piana di Terlago con l'omonima coppia di laghi. Il monte Croce (Croseta) la separa da Sopramonte e il Doss Grum da Cadine.

Vuoi saperne di più? Qui il sito completo di Baselga del Bondone:

Chiamata, anni orsono, Baselga di Vezzano (da non confondere con Baselga di Pinè), il paese supera i 400 abitanti. Il centro abitato è nato nei pressi di un'antica pieve di Santa Maria Assunta, costruita nel X secolo. Il nome stesso, Baselga, è un derivato di basilica.

Viste di Baselga del Bondone dalla Croseta (del 2007). Nella seconda foto, a sinistra si vedono le case nuove e Vigolo. Nella foto a destra l'alba con il profilo delle case nuove (2001).



La visuale aerea interattiva, da Google Maps:


Alcune foto della Croseta, o Monte Croce, che sovrasta il paese, riprese dalla strada per l'ex monastero di S. Anna. Sullo sfondo, azzurra, compare la Paganella.




Baselga è collegata al capoluogo trentino tramite una linea di autobus di Trentino Trasporti. C'è una casa di villeggiatura, Casa Leonesi, con una capacità di 70 posti letto, è presente un negozio di alimentari, un campo da calcio e uno da bocce, un parco giochi.

Una volta all'anno a Baselga del Bondone passano le pecore:

Un paio di altre foto, con il gruppo montuoso del Gazza e la conca di Terlago:

foto scattate con una Fujifilm FinePix Z100fd
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sabato 27 febbraio 2010

[reportage] Baselga del Bondone ha un nuovo Vescovo Missionario

Baselga del Bondone e le comunità limitrofe danno il benvenuto al nuovo Vescovo Missionario di Kotido, Mons. Giuseppe Filippi.

(clicca sulle anteprime per ingrandire)


foto scattate con una Fujifilm FinePix Z100fd
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venerdì 19 febbraio 2010

[parole] INVICTUS, poesia di William Ernest Henley, l'autore mai sconfitto


William Ernest Henley (23 agosto 1849 - 11 luglio 1903) era uno scrittore, un critico e un giornalista inglese.
Delle sue opere quella maggiormente ricordata è la poesia Invictus, scritta nel 1875. I versi contengono tutta la resistenza dimostrata dall'autore nell'affrontare le avversità incontrate. A 12 anni, infatti, si ammalò di tubercolosi. Le infezioni derivate da questa grave patologia lo costrinsero all'amputazione della gamba e non gli diedero mai tregua. Durante uno dei periodi di convalescenza, confinato sul letto dell'ospedale, scrisse questi versi, celebrati anche nel film Invictus, L'Invincibile, di Clint Eastwood.

Il titolo Invictus, latino, si può tradurre con Mai sconfitto e fu aggiunto in seguito da un critico letterario.
Testo originale e traduzione in italiano, tratti da Wikipedia:


INVICTUS
OUT of the night that covers me,
Black as the Pit from pole to pole,
I thank whatever gods may be
For my unconquerable soul.

In the fell clutch of circumstance
I have not winced nor cried aloud.
Under the bludgeonings of chance
My head is bloody, but unbowed.

Beyond this place of wrath and tears
Looms but the Horror of the shade,
And yet the menace of the years
Finds and shall find me unafraid.

It matters not how strait the gate,
How charged with punishments the scroll
I am the master of my fate:
I am the captain of my soul.


INVICTUS
Dal profondo della notte che mi avvolge
buia come il pozzo più profondo che va da un polo all’altro,
ringrazio gli dei chiunque essi siano
per l'indomabile anima mia.

Nella feroce morsa delle circostanze

non mi sono tirato indietro né ho gridato per l’angoscia.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
il mio capo è sanguinante, ma indomito.

Oltre questo luogo di collera e lacrime,

incombe solo l’orrore delle ombre
e ancora la minaccia degli anni
mi trova, e mi troverà, senza paura.

Non importa quanto sia stretta la porta,

quanto piena di castighi la vita.
Son Io il signore del mio destino.
Son Io il capitano dell'anima mia.
 William Ernest Henley


Composta nel 1875 e pubblicata nel 1888 nel Book of Verses ("Libro di Versi"), quarta di una serie di poesie intitolate Life and Death (Echoes) ( "Vita e Morte" (Echi) ), compare in diverse pubblicazioni:

  • Certain Poets of Importance: Victorian Verse Chosen for Comparison (Hattie Hecht Sloss)
  • The Voice of Science in Nineteenth-Century Literature: Representative Prose and Verse (Rogers, Robert Emmons, Ed)
  • Selections from the Great English Poets (Granger Index Reprint) (Sherwin Cody)
  • Children's Literature: Annual of the Modern Language Association Group on Children's Literature: Vol 14
    Altri risultati su Google Libri.


    La scelta di inserire Invictus nell'omonimo film è stata una sorta di riadattamento cinematografico.
    In realtà il presidente Mandela ha consegunato al capitano Francois Pienaar una copia del discorso di Theodore Roosevelt del 1910 dal titolo "The Man in the Arena". Probabilmente la poesia di Henley è più poetica del discorso d’incitamento di Roosevelt, fatto sta che Morgan Freeman l'ha preferita e Eastwood, dietro le insistenze del primo, ha dato il suo consenso.
    Da notare, tuttavia, che i versi spronanti di William Ernest Henley furono citati in altre importanti occasioni. Lo stesso Nelson Mandela li recitò agli altri prigiornieri, nella prigione di Robben Island. Winston Churchill davanti ai suoi sostenitori. Così Martin Luther King.


    La testo della canzone 9000 Days si rifà proprio a questi versi.


    Invictus            L'Uomo nell'Arena                  9000 Days       

    [risparmio] 8 fototessere per 40 centesimi. Ecco come.

    Le famigerate fototessere, servono ormai per qualsiasi cosa: l'università, i corsi di formazione, i concorsi pubblici, l'abbonamento dell'autobus e così via.
    Purtroppo sono molto care. I fotografi chiedono dai 7 agli 10 euro per farvi quattro foto formato francobollo. Se invece usate la postazione automatica risparmiate qualcosina (sempre che vi vada bene al primo tentativo...). E se magari chiamate un fotografo a domicilio allora preparatevi a un salasso esorbitante.
    Così mi sono informato su internet se ci sono alternative valide e ne ho trovata una, che ho avuto modo di seguire e di rimanerne soddisfatto.


     Procedimento
    (Nota: questo metodo è funzionante, sperimentato personalmente appena tre giorni fa.) 
    1.  Scattarsi una foto con una macchina digitale.
    2. Caricare la foto sul computer.
    3. Rielaborare la foto tramite un servizio di internet.
    4. Portare l'immagine da un fotografo per farla stampare su carta fotografica.

    Quali sono i requisiti di una fototessera valida per un documento di riconoscimento?
    Eccoli qui:
    • stampa su carta fotografica ad alta qualità
    • dimensione della foto: 4,5 cm per 3,5 cm
    • dimensione del viso fotografato:
    • sfondo bianco
    • assenza di ombre-vestiti che nascondano il viso
    • assenza di copricapo (eccezione per validi motivi religiosi)
    • espressione seria e occhi aperti
    • se ci sono occhiali questi devono avere lenti trasparenti e la montatura non deve nascondere la forma degli gli occhi
    • viso messo ben a fuoco
    • presenza completa del viso, visto frontalmente e diritto, e di un accenno delle spalle
    • assenza di occhi rossi
    • i colori devono essere reali
    Guarda la versione completa dei requisiti.

    Questi passi sono fondamentali per farsi (o farsi fare) una foto valida alla trasformazione in foto tessera. Se vi fotografate al chiuso vi consiglio di usare il flash con la correzione per gli occhi rossi. State attenti all'ombra dietro di voi e cercate di rimediare allineando meglio la macchina fotografica e avvicinandovi/scostandovi dalla parete. Se riuscite a superare questo passaggio allora avete concluso la parte più difficile del lavoro.

    Dopo aver scaricato le foto sul vostro pc collegati al sito http://www.idphoto4you.com/ e seguite la procedura indicata. Dovrete impostare Italy Passport e 10 x 15 cm, poi selezionate la vostra foto. Questo servizio, gratuito e che non necessita registrazione, non farà altro che ritagliare il vostro viso nelle corrette proporzioni, lo moltiplicherà per otto e creerà un collage composto da otto facce.
    Vi informo che qualcuno consiglia di usare http://www.epassportphoto.com/. Io l'ho provato ma, sebbene abbia impostato i giusti parametri, ha creato delle fototessere troppo grandi.

    Ora potrete caricare questa nuova immagine sulla vostra penna USB o su un altro supporto rimovibile e potrete portarla da un fotografo o da un negozio per la stampa. Potreste stampare anche da voi, ma solo se disponete di una stampante ad altissima qualità e di carta fotografica.

    Il fotografo ve la stamperà nel giro di pochi minuti per un prezzo irrisorio, il prezzo di una foto! Esso oscilla tra i 35 e i 45 centesimi. Il formato della foto è di 10 per 15 cm e la qualità deve essere massima. Dovete stare attenti che l'immagine corriponda alle dimensioni della carta fotografica, se così non fosse, il fotografo deve aggiustare le dimensioni. Se non lo fa non succede nulla di grave: avrete delle fototessere grandi 4,7 cm per 3,7, dovrete quindi ritagliarle da voi.


    E così avete 8 nuove fototessere e avete risparmiato qualche soldino. Non vi consiglio però di andare dal fotografo troppo frequentemente per questo genere di stampe. Temo che si sentirebbe preso in giro. D'altro canto uno studio fotografico non tira avanti certo con delle banali fototessere. Avrà molti servizi fotofrafici di matrimoni ed eventi e vende molti articoli legati al settore come cavalletti, foderi e le stesse macchine fotografiche.

    Ad ogni modo, dovete accettare l'eventualità che non vi stampino la foto. In questo caso cambiate esercente.

    [film] INVICTUS, L'INVINCIBILE, "GO BOKA!"


    ( il video è stato rimosso, ne trovate un altro uguale







    Francois Pienaar alla squadra:
    "Heads up! Look at my eyes! Do you hear? Listen to your Country! Seven minutes, seven minutes! Defence, defence, defence! This is it! This is our destiny! Go Boka!"
     "Su le teste! Guardatemi negli occhi! Lo sentite? Ascoltate il vostro Paese! Sette minuti, sette minuti! Difesa, Difesa, Difesa! Questo è quanto! Questo è il nostro destino! Go Boka!" 

    24 giugno del 1995, Ellis Park Stadium di Johannesburg. Ultimi minuti della finale del mondiale di rugby. Si sfidano Sudafrica e Nuova Zelanda. Nel momento cruciale lo stadio intona il tradizionale canto africano "Shosholoza", termine zulu che significa "andare avanti", mentre il capitano Francois Pienaar sprona i suoi con parole semplici ma incisive. "Go Boka" è il motto della nazionale sudafricana che chiude il discorso d'incitamento.
    Questa è una delle scene che ti infiammano di Invictus, il nuovo film di Clint Eastwood.
    La pellicola è un adattamento cinematografico del romanzo Ama il tuo nemico di John Carlin, a sua volta ispirato a fatti realmente accaduti.
    Lo stesso film si conclude con i bellissimi versi di William Ernest Henley.

     
    Invictus, L'Invincibile

    Titolo originale: Invictus
    Nazione: USA
    Anno: 2009
    Genere: drammatico
    Durata: 2h:10’
    Regia: Clint Eastwood
    Cast: Morgan Freeman, Matt Damon, Tony Kgoroge, Patrick Mofokeng, Matt Stern, Julian Lewis Jones, Bonnie Henna, Grant Roberts, Langley Kirkwood, Robert Hobbs
    Uscita nelle sale italiane: venerdì 26 febbraio 2010

    Presentazione:
    La storia è ambientata in Sud Africa.
    Subito dopo essere stato eletto presidente, Nelson Mandela, doveva trovare un modo per riunire la popolazione del suo paese letteralmente spaccata in due: i bianchi ed i neri. Nonostante l'apartheid fosse stato ufficialmente sconfitto, si manifestavano ancora molte forme di razzismo. Mandela quindi, per riunire il paese, approfittò della Coppa del Mondo di Rugby del 1995. Infatti proprio quell'anno agli Springboks (la nazionale sudafricana di rugby bandita negli anni '80 proprio a causa dell'apartheid) fu permesso di partecipare ad eventi internazionali.
    Mandela sperava che questo evento di grande importanza potesse in qualche modo riunire il paese. Purtroppo gli Springboks erano reduci da numerose sconfitte e risentivano della scarsa organizzazione di squadra, tant'è che, secondo gli esperti, non avrebbero superato neppure i quarti di finale.
    Mandela però non si arrese e convocò il capitano della squadra Francois Pienaar per informarlo che l'intero Sud Africa - tanto i bianchi quanto i neri - aveva bisogno di una causa comune da perseguire per lenire le ferite provocate dall'apartheid: vincere la Coppa del Mondo.

    Il trailer in italiano:

    domenica 14 febbraio 2010

    [società] L'automobile? Una scelta sbagliata!

    1. Meno auto, meno incidenti e meno vittime della strada.
    2. Meno auto, più salute e meno sedentarietà.
    3. Meno auto, meno inquinamento atmosferico e sonoro.
    4. Il parcheggio? Spreco di spazio.
    5. Maggiori opportunità di socializzare sui mezzi pubblici.
    6. Credete di essere automobilisti innocenti?

    L'automobile, per molti, è uno status symbol, un mezzo con il quale realizzare il proprio desiderio di libertà oppure una seconda casa, un luogo in cui appartarsi in intimità. Queste sono concezioni che ci ha trasmesso la nostra società industriale ed è preoccupante che i problemi che mi pongo vengano snobbati dalla maggior parte delle persone.


    L'automobile e chi la guida è un pericolo per gli altri, senza escludere gli animali. Gli incidenti sono sempre all'ordine del giorno, a volte li si imputa a cause naturali, come il fondo stradale ghiacciato o la nebbia. In verità la colpa risiede sempre nella persona al volante e nella sua mancata prudenza. Le persone al volante non si rendono conto del potenziale pericolo in cui potrebbero trasformarsi. C'è chi è convinto di sapere la strada a memoria, tante volte l'ha percorsa, chi ha un'assurda fiducia nella propria abilità ed esegue sorpassi azzardati o mantiene una velocità troppo elevata in presenza di pedoni o di altre automobili ravvicinate. 
    L'innegabile morale è gli ingegneri possono creare le macchine più sicure del mondo, ma finchè ci sarà un essere umano che guida allora gli incidenti saranno inevitabili.


    La sedentarietà è un grave problema dell'uomo moderno e l'automobile ha una grande colpa in tutto questo. Ci si sposta in macchina per fare solo alcune centinaia di metri di strada. Come se le nostre gambe non avessere più una funzione. C'è chi addirittura fa l'escursione in montagna completando buona parte del percorso in auto, senza senso. Siamo consapevoli di quanto sia salutare fare due passi o un giro in bici, allora accendiamo il cervello e mettiamo in moto i nostri muscoli al posto del motore dell'automobile.



    L'auto inquina l'aria che respiriamo, è una cosa abbastanza scontata. Provate a tenere aperto il finestrino mentre attraversate una galleria per sentire quanto l'abbiamo resa irrespirabile. Per fortuna il petrolio sta per finire e sembra che solo questo limite naturale ci costringa a smettere di avvelenare noi stessi e i nostri figli.
    Un altro inquinamento è quello acustico. Ho vissuto in città per qualche anno e il rumore del traffico dà addirittura più fastidio del puzzo dell'inquinamento. Dentro nell'abitacolo l'autista ha una percezione ovattata dei rumori che sprigiona il suo veicolo. Il discorso vale anche per il clacson. Abitare nei pressi di una strada trafficata significa sopportare una cacofonia di frenate, accelerazioni, sgommate e segnali acustici inutili.



    Le auto parcheggiate occupano uno spazio immenso. Spazio che potrebbe essere riutilizzato per migliorare le nostre condizioni di vivibilità. Immaginatevi strade trasformatesi in comodi viali pedonali, costeggiati da aiuole e alberi. Non ci sarebbero più auto che invadono il marciapiede o persone che spingono perchè c'è un imbottigliamento.


    I mezzi pubblici non sono soltanto un'alternativa da scegliere quando l'auto è in officina o quando c'è il blocco del traffico. I mezzi pubblici sono la nostra necessità.
    In molti si lamentano del servizio: autobus o treni sporchi, ritardi, gente maleducata che non oblitera il biglietto e che dà fastidio e così via. Sono problemi reali, certo, ma li risolveremmo se l'utenza aumenterebbe. Se più persone cominciassero a spostarsi con i mezzi pubblici aumenterebbero anche i fondi per risolvere ogni tipo di problema che si presenta.
    Provate a pensarvi chiusi in macchina, da soli, e poi immaginatevi in un autobus, a chiacchierare con delle persone. Meglio la seconda opzione, no? I mezzi pubblici sono l'ambiente ideale per socializzare, per ritrovare vecchi amici e per combattere la solitudine moderna. 


    Non voglio cercare di essere convincente perchè non ce n'è bisogno. Ognuno sa che quello che ho scritto è vero.
    Non importa che vi riteniate degli ottimi autisti e che rispettate il codice della strada in maniera ineccepibile. State avvelenando, in ogni caso, l'ambiente, voi stessi e le future generazioni. State recando intralcio ai mezzi di soccorso dietro di voi, state aumentando lo stress delle persone che abitano le case affacciate sulla strada che percorrete.
    Tutto questo per che cosa? Credete di sollevare l'economia del Paese? State regalando soltanto denaro ai signori del petrolio e ai pruduttori di automobili.

    venerdì 12 febbraio 2010

    [ambiente] Le cinque minacce per gli animali selvatici

     
    Un paio di esemplari di capriolo, in alto un cucciolo e sotto un maschio adulto.


    I caprioli e tutte le altre sfuggenti creature dei nostri boschi conducono una vita abbastanza rischiosa. Devono fronteggiare, infatti, 5 minacce:

    1. attività venatoria
    2. investimento da automobile e da macchina agricola
    3. cani liberati nei boschi dai passanti
    4. predatori naturali
    5. inverno rigido


      È risaputo che i cacciatori uccidono ogni anno un alto quantitativo di animali selvatici. Camosci, cervi, caprioli, volpi e molte specie di volatili subiscono le conseguenze dell'attività venatoria umana. Sebbene il danno sia rilevante bisogna aggiungere che, in genere, tale attività è rigidamente regolamentata, tassata e i controlli delle guardie forestali sono molto frequenti.
      Molti cacciatori, inoltre, si assumono l'importante compito di censire la popolazione animale, contribuiscono a salvaguardare i sentieri e la pulizia del territorio forestale e monitorano la salute degli animali.
      Spesso questi comportamenti vengono considerati come dettati dall'opportunismo: è evidente che un cacciatore deposita del cibo o del sale per attirare le prede nella sua zona o si documenta in modo approfondito sul capriolo per conoscere meglio le sue abitudini e sfruttarle a suo favore.



      Le automobili rappresentano un pericolo indiscriminato per gli ungulati e gli altri animali che si muovono nei pressi delle strade. Il comportamento irresponsabile dei guidatori, cioè velocità molto elevata e riflessi deteriorati dalle sostanze alcooliche, fa sì che gli investimenti mortali siano elevatissimi, ogni anno.
      Abbastanza assurdi sono i provvedimenti di alcune Province che prevedono il rimborso agli automobilisti per i danni cagionati dagli investimenti. La colpa è solo ed esclusivamente dell'uomo, visto che le strade hanno tagliato gli habitat di queste creature e i conducenti non seguono quasi mai su strada una condotta prudente.
      Da aggiungere il pericolo rappresentato dalle macchine agricole: molti cuccioli infatti si nascondono nell'erba alta dei campi e vengono spesso uccisi o mutilati dalle lame delle trebbiatrici, delle falciatrici e delle svolta-fieno. Il loro istinto, purtroppo, li costringe a restare immobili.



      Altro pericolo notevole ma quasi sconosciuto sono proprio i nostri cani. Molte persone liberano il propio amico a quattro zampe per concedergli un po' di respiro e l'occasione per sentirsi libero.
      È un comportamento positivo, certo, ma deve essere svolto con buon senso e responsabilità. Ricordiamoci che i nostri cani sono inanzitutto dei predatori, predatori molto efficenti - meglio sottolineare - capaci di uccidere intere cucciolate e, meno spesso, alcuni esemplari adulti.
      Meglio quindi restare sempre vicini al proprio cane e richiamarlo quando scompare alla vista. Potrebbe, infatti, aver fiutato qualche animale ed essergli alle calcagna.


      Si può dire che il pericolo dei predatori naturali, oggi, quasi non esiste più. Orsi, lupi, volpi e aquile sono ormai decimati e in quantità tali da non rappresentare più una minaccia quantificabile.
      Il loro posto - e quindi l'incarico di "selettori naturali" - è stato preso dai cacciatori.



      L'inverno rigido è il peggior nemico di tutti gli animali vecchi o malati. Da sempre la selezione naturale fa sì che solo gli esemplari ben nutriti possano superare la stagione invernale.
      È vietata la caccia in presenza di ghiaccio e neve perchè gli animali si espongono rischiosamente per cercare cibo, sono maggiormente visibili e sono indeboliti dal freddo e dalla fame.


      L'autore

      L'autore (di cui potete ammirare l'autoritratto...) è residente a Baselga del Bondone, da alcuni paragonata al villaggio di Asterix, ha la passione della scrittura, del disegno, della fotografia e delle riprese video.