Blog parallelo

mercoledì 16 maggio 2018

Adunata degli Alpini: Trento conquistata

Rileggere il nome della Brigata Julia a caratteri cubitali, con le fanfare e migliaia di Alpini al seguito, fa un effetto indescrivibile (ricordano o no i signifer dell'antica Roma?).
Da Alpino astemio e non iscritto all'ANA, ho sempre associato l'Adunata a sbronze colossali e collettive, a rimpatriate di najoni che poco hanno a che vedere con la rigida disciplina e con la solennità dei riti militareschi che son rimasti impressi dentro di me.
Quindi nelle edizioni precedenti mi son sempre tirato fuori. Quest'anno, invece, per una volta che l'Adunata viene a casa mia, ho deciso un parziale strappo alla regola. Segue un mini diario.

Premessa: le mie son righe dettate dal risentimento. Ho pensato bene di montar ospedali da campo e tende pneumatiche, rispettivamente per far fronte a una poco probabile emergenza e per fornire una branda agli alcolizzati, anziché godermi appieno la festa. La mia festa.
È stata un'enorme fesseria, col senno di poi.

Primi d'aprile: Trento è tutta un tricolore. Che sia la volta buona dell'annessione con l'Italia? E gli Schützen muti.

Giovedì 10 maggio, tardo pomeriggio: gli Alpini sono già arrivati e sono già ubriachi. A conferma dei miei pregiudizi, li ho visti elargire complimenti prima a una vigilessa e poi a una crocerossina. Il fascino della divisa.

Venerdì 11 maggio a mezzodì: quanti figuranti per strada... Metà dell'orda che ha invaso Trento ha cappelli tarocchi. Questi non son Alpini, son infiltrati nell'Adunata. Mi ricordano i tifosi coreani con la maglia azzurra della Nazionale ai mondiali di calcio. Mi fan passar la voglia!

Venerdì 11 maggio, sera: gli Alpini cantano le canzoni della... gita. 883, Massimo Ranieri... Altro che i vecchi canti di caserma, al ritmo del passo cadenzato! Proprio non ci siamo.

Sabato 12 maggio, mattina: se gli Alpini bivaccano in ogni area verde di Trento, dove diavolo son finiti gli spacciatori? Mistero.
E' curioso che gli Alpini possan far un casino indescrivibile dal mattino a notte inoltrata, col benestare delle autorità. Fa riflettere. Fosse stato chiunque altro, non oso immaginare le polemiche.
PS: mi perdo i paracadusti al Briamasco. Niente di che a sentire i presenti, si aspettavano tutti un lancio in grande stile, non l'esibizione di qualche atleta.

Sabato 12 maggio, sera: gli eroici placcatori del 118. L'Adunata è paragonabile a due o tre Notti Bianche messe insieme come densità di popolazione. In mezzo alla calca, c'è un gruppetto serioso: il sottoscritto con due altri Alpini del mio plotone. La classica rimpatriata con un bicchiere di vino (non son astemio nelle giornate speciali). Ci guardiamo attorno abbastanza schifati, a esser sinceri. Un trabiccolo che propaga una musica discutibile richiama l'attenzione generale. Pochi fan caso all'ambulanza coi lampeggianti che deve transitare per la via. E non può per colpa di tutti i pecoroni in mezzo! Ecco che il personale sanitario scende e placca chiunque sia di intralcio al veicolo. Eroi.

Sabato 12 maggio, notte: Trentino Trasporti non lascia per strada nessuno. Anche gli autisti meritano un elogio, tra corse speciali e straordinari. L'autobus pieno zeppo in salita arranca e gli Alpini cantano finalmente le canzoni del loro repertorio. Scena memorabile.
PS: sarebbe fantastico se le corse notturne venissero estese anche nelle altre giornate di festa cittadina.

Domenica 13 maggio, mattina: "Che ci fanno le bandiere dell'Austria insieme ai Tricolori?" Bella domanda. Gli Alpini di colpo son tornati sobri e notano le bandiere della provincia, che assomigliano effettivamente a quella austriaca e che soprattutto non c'entrano una mazza con l'Adunata.
PS: mi perdo le Frecce Tricolori. Immane tragedia.

Domenica 13 maggio, pomeriggio: a forza di sentir tamburi, mi verrà l'aritmia. Durante la sfilata si respira un'aria molto diversa dalla baldoria dei giorni precedenti. Si sente che siamo alla fine.

Domenica 13 maggio, sera: inizia a piovere. A lavar via da Trento l'invasione degli Alpini.

Da lunedì 14 maggio in poi: tutto finito, tutto come prima. L'Adunata pare scoppiata come una bolla di sapone.

Ve lo dico io cos'è diventata l'Adunata: un magna, magna...

L'autore

L'autore (di cui potete ammirare l'autoritratto...) è residente a Baselga del Bondone, da alcuni paragonata al villaggio di Asterix, ha la passione della scrittura, del disegno, della fotografia e delle riprese video.